i fiumi corrono, non scorrono, qui

maggio 14, 2010

il dottore abbagliato estrasse poi il lampadario dal ventre della sventurata che aveva messo al mondo un’elettrica abat-jour. abat-jour vuol dire qualcosa come “far stramazzare il giorno” che preferisco a paralume per la sfumatura di dolore che, di certo, s’appresta a questa storia. effettivamente la giornata si accasciò poco dopo, come i miei budini, e la nascitura fu messa sul comò, con sollievo, civette e ambarabaccicicoccò.                                                                                                                      in parecchi avrebbero voluto nascere così, insensati e tragici. perchè certe volte sembra che solo la dispersione di senso possa esprimere la tragedia di nascere nudi  non dire nulla ma dire tutto.                                                                                                     io penso che forse di questa miavita mi basterebbero le colazioni.

_ delle volte capitava che facevamo colazione insieme e io mettevo un cucchiaino di zucchero nel suo tè e lei faceva lo stesso nel mio caffèlatte. una mattina coi fiori dei mandorli che piovevano nel cortile come fosse neve lei mi ha detto: “ricordi quando a Mosca facevamo colazione in piedi davanti alla finestra e buttavamo le molliche di pane ai passerotti che stavano fuori sotto la neve?”_

anche se la russia non l’ho vista mai

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4 Responses to “i fiumi corrono, non scorrono, qui”

  1. G Says:

    il fatto è che non so come commentare, anche se vorrei.

    mi consulto con i miei autori e torno.

  2. fetiz Says:

    Conoscendo G, immagino abbia avvertito la stessa mia sensazione. Perche`nemmeno io so commentare. Preferisco rileggere ancora e rimanere in silenzio.

  3. mezzastrega Says:

    le colazioni….
    io preferisco alcune cene
    ma non tutte….

    di chiacchiere intanto che sminuzzi la zucca ed io preparo il tiramisù…. e poi si cena con gli gnocchi di zucca e solo più tardi il tiramisù, guardando la tv sul divano, vicini…

  4. el0so Says:

    adoro “far stramazzare il giorno”, o meglio adoro guardare mentre stramazza e raccoglie tutte le ombre per racchiuderle a se, prima dell’indomani

    ben ritrovata


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